Archivio per la categoria ‘free news’
Agosto 31, 2008
C’ è la Cina, il post-Olimpiadi e la censura. «Al momento almeno 15 film sono bloccati perché contengono voci considerate non armoniche», dice il direttore della Mostra Marco Müller. Qui, invece, c’è la donna islamica lasciata fuori dalle porte di Ca’ Rezzonico, il museo del ‘700 veneziano, perché portava il velo. Ci sono poi gli allarmismi di Variety che titola: Venezia non conviene più alle major Usa, costa troppo e ha poco ritorno. E c’è la stampa tedesca che accusa di autarchia il festival 2008 perché ha troppi film italiani. E oggi protestano all’ingresso del Palacinema i chimici in cassa integrazione delle aziende Sirma e Ineos di Marghera (2000 posti a rischio, vogliono incontrare il ministro dei beni culturali Bondi) mentre gli agenti rappresentanti dal Coisp (Coordinamento per l’indipendenza sindacale della Polizia) porteranno in barca l’immagine di un poliziotto pugnalato «per dimostrare come ci ha accoltellato questo governo». Davanti al palazzo quei tre leoni alati di Dante Ferretti che squarciano un telo bianco e già si vocifera della terrazza vip che sarà presieduta da Daniela Santanché e Flavio Briatore, maestri di cerimonie. Insomma, tira un’aria strana quest’anno al Lido alla vigilia del gran debutto di mercoledì sera che vedrà protagonisti assoluti gli hollywoodiani Brad Pitt e George Clooney in Burn after Reading.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78409
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Luglio 21, 2008
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni si scaglia contro «i professionisti dell’antirazzismo».Sulla questione delle impronte dice a Radio 24 venerdì mattina di essere pronto a reagire per vie legali «contro chi parla di xenofobia e razzismo». Ma la protesta continua e si diffonde in tutta Italia he impone di prendere le impronte digitali a tutti i rom e sinti anche se minori, anche se non attuata nell’avvio giovedì del primo ’saggio’ del ‘censimento’ nei campi nomadi di Roma. Anche se ora la norma è stata corretta con una disposizione che tra due anni, nel 2010, imporrà il deposito delle impronte di tutti gli italiani sopra i 15 anni, per digitalizzarle e inserirle nei documenti digitali d’identità. La Giunta provinciale di Gorizia ha deciso di rilevare le impronte digitali della mano destra dei propri assessori e di inviarle al ministro dell’Interno Roberto Maroni. Il gesto – informa una nota dell’Amministrazione provinciale – intende manifestare «l’assoluto disappunto della Giunta nei confronti di un’evidente e preoccupante discriminazione contro un popolo e soprattutto contro una categoria di persone, i bambini, indifesa, emarginata – sottolinea il testo – e senza voce». Secondo il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta «il Governo non può nascondersi dietro le piccole ditadi un bambino per far passare un principio dal chiaro sapore discriminatorio e razzista, mascherato come una doverosa azione intrapresa solo a fin di bene.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77251
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Luglio 21, 2008
Centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in più di mille comuni colombiani e in un’ottantina di città in tutto il mondo per rivendicare la liberazione degli ostaggi ancora in mano ai ribelli delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), in favore del cui rilascio ha lanciato un accorato appello da Parigi anche Ingrid Betancourt, l’ex candidata presidenziale liberata il 2 luglio dopo sei anni di prigionia. «Mai più ostaggi !», ha scandito in spagnolo la Betancourt di fronte alla folla riunita sotto la Torre Eiffel, che ha risposto scandendo sempre in spagnolo ‘Libertad, libertad’ (libertà) e sventolando bandiere colombiane. «È per amore che siamo qui con una sola ossessione: la libertà per tutti», ha proseguito la Betancourt, che dal palco allestito nella piazza del Trocadero ha poi invitato il leader delle Farc, Alfonso Cano, a «deporre le armi». «Guarda questa Colombia, accetta la mano tesa dal presidente Uribe, deponete le armi e rilasciate gli ostaggi», ha detto l’ex ostaggio franco-colombiana, rivolgendosi a Cano. Ma per la liberazione senza condizioni di tutti gli ostaggi in Colombia, tra i 700 e i 3.000 e in maggioranza prigionieri delle Farc, sono scesi in piazza anche tre presidenti latinoamericani: il colombiano Alvaro Uribe, il peruviano Alan Garcia e il brasiliano Luis Inacio Lula da Silva, riuniti per un vertice nella cittadina colombiana di confine di Leticia, nella selva amazzonica.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77308
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Luglio 21, 2008
Abbiamo letto e riletto tante volte, in questi decenni resi liberi dalla distruzione del fascismo e razzismo, dal sangue dei partigiani, dalle rivisitazioni angosciate del Giorno della Memoria, il «Manifesto della razza», firmato da una decina di personaggi sconosciuti (tra essi due zoologi) detti, a quel tempo «scienziati», ma anche da un illustre clinico (Nicola Pende) che ha poi compiuto il meglio della sua carriera e ricevuto gli onori più alti nell’Italia libera, troppo presto smemorata dopo l’orrore del fascismo. Ad ogni lettura ognuno di noi ha provato un senso di repulsione e di ridicolo, di delittuoso e di assurdo, di estrema ignobiltà ma anche di pauroso vuoto di cultura (parlo di cultura comune, generale) e di rispetto per se stessi. Immaginate quegli «scienziati» nell’atto di firmare. E intravedete un abisso di viltà così profondo da sfidare e disorientare l’immaginazione. Chi può disprezzare a tal punto se stesso? è la domanda triste e inevitabile. Quello che non ci saremmo mai aspettati, neppure il più pessimista o il più scettico di noi, sul mistero e le fenditure della natura umana, era di rileggere il «Manifesto della razza» (allora opportunamente ripubblicato sulla rivista «Difesa della razza» di Telesio Interlandi e Giorgio Almirante) come un documento dei nostri giorni, del nostro tempo. Per esempio, rileggete questa frase del «Manifesto», e immaginatela scritta o pronunciata in un ideale sequenza documentaria di ciò che è davvero accaduto nell’aula di Montecitorio alle ore 13 di mercoledì 16 luglio: «È tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77278
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