Archivio per Novembre 2008

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L’Ue: Italia in recessione, il 2009 a crescita zero – Economia

Novembre 9, 2008

Nella seconda metà dell’anno l’Italia è entrata in recessione tecnica e chiuderà il 2008 con una crescita zero. La stagnazione durerà nel 2009 e una leggera ripresa è prevista nel 2010 con un Pil allo 0,6%. Sono queste le previsioni Ue diffuse stamane che hanno ridotto drasticamente le stime precedenti. Per quanto riguarda il rapporto deficit-Pil in Italia tornerà a peggiorare nel 2008 (2,5%) e nel 2009 (2,6%).Quest’anno rimarrà fermo il debito pubblico italiano, e nel 2009 tornerà a salire al 104,3%. Nel 2010 scenderà leggermente al 103,8%. Il tasso di disoccupazione nell’Eurozona è destinato a salire di oltre l’1% nel 2010. A causa della recessione – prevedono le stime diffuse dalla Commissione Europa – il tasso di disoccupazione salirà dal 7,6% di quest’anno all’8,4% nel 2009, per poi arrivare all’8,7% nel 2010. È cominciata intanto bene la settimana borsistica in Europa, in positivo sulla scia dell’Asia. Euro in rialzo a 1,2861 contro dollaro; in crescita anche il petrolio. «L’accentuato rallentamento dell’economia italiana – spiega la Commissione Ue – risale già alla metà del 2007, ben prima dell’impatto della crisi dei mercati sull’economia europea». La crescita è tornata col segno meno nel secondo trimestre del 2008, e «per la seconda metà dell’anno più indicatori, in particolare quelli sulla produzione industriale e sulla fiducia delle imprese, mostrano come il Paese sia entrato in una recessione tecnica».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80532

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Novembre 3, 2008
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Avanguardie, Madonne e scatti celebri

Novembre 2, 2008

Chi era Confucio? Che cosa sappiamo davvero di lui? Un ritratto inedito del grande maestro cinese – la cui speculazione filosofica ha dato origine al confucianesimo – è proposto dalla studiosa Annping Chin in Confucio. Una vita di pensiero e di politica (pagg. 288, euro 19,50, trad. G. Conti). Da quest’appassionata biografia emerge la figura di un uomo di grande modestia, lealtà e moderazione, impegnato a diffondere e ridefinire concetti come virtù, merito individuale, valore e nobiltà. Senza perdere di vista i limiti del proprio tempo. I suoi insegnamenti, sopravvissuti per venticinque secoli e introdotti in Europa dal gesuita Matteo Ricci, ancor oggi sono uno stimolo alla riflessione.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303017

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Note di Mayr e Donizetti per i contadini boliviani

Novembre 2, 2008

Oggi alle 21 la basilica di San Marco ospiterà la serata «Mayr e Donizetti: il maestro e l’allievo a confronto». Protagonisti il coro Dodecantus di Treviso e l’orchestra Camerata dei laghi di Gallarate diretti dal maestro PierAngelo Pelucchi. Le offerte raccolte nel corso dell’iniziativa, organizzata da Caritas e associazione musicale Harmonia Gentium di Lecco, serviranno ad aiutare un centinaio di famiglie di contadini boliviani.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302886

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Il Walter di lotta che rinuncia a tornare al governo

Novembre 2, 2008

In Francia è stato coniato il termine «lingua di legno» per indicare il costume dei comunisti di ripetere tante volte una evidente menzogna da convincere i non comunisti che il linguaggio fosse divenuto verità. E anche dopo le giravolte dei comunisti italiani, ripetere menzogne note come tali indefinitamente è ancora la forza della sinistra. La destra ha per sé il popolo e la realtà, la sinistra i militanti e il linguaggio. La destra non può che essere «per», la sinistra non può che essere che «contro». Veltroni è uno dei comunisti più comunisti e non può pensare che a creare un radicalismo di massa. Infine era la scelta che Occhetto aveva fatto dopo la Bolognina chiamando nel congresso del ’91 il partito comunista «democratici di sinistra» per evitare ogni riferimento alla socialdemocrazia anche europea. Chi ha seguito Veltroni durante la sua ascesa a segretario del Pd e poi nella campagna elettorale ha trovato una «lingua di legno» che ripeteva cose chiaramente non vere, cioè che il Pd non avrebbe mai accettato di governare con una maggioranza che non fosse autosufficiente. L’intesa con Di Pietro era la negazione di questo principio ma Veltroni voleva avere una via di uscita dalla linea del partito democratico che egli professava e tenere in riserva la carta dell’antiberlusconismo. Ed ora il segretario del Pd ha ricucito i rapporti con Di Pietro, presenta il candidato dell’Italia dei valori come il suo candidato in Abruzzo e soprattutto ricorre al populismo di sinistra, cioè alla piazza e al referendum.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302766