
Villa Certosa, non ci sono abusi. Berlusconi si era fatto il condono
Luglio 21, 2008«Vi ricordate i miei presunti reati ambientali in Sardegna? Mi è appena arrivata una telefonata dell’avvocato che mi ha detto che sono stato assolto perché il fatto non sussiste». Berlusconi gioisce e i suoi fanno a gara per complimentarsi. Peccato che il reato ambientale non sussista perché prima era arrivato un condono. Guarda caso, l’aveva fatto il suo governo. Il presidente-immobiliarista i conti se li era fatti bene: nel 2003, quando sedeva sulla poltrona di primo ministro ha approvato un condono edilizio con cui sono diventati sanabili gli abusi commessi a partire dal 1994, data dell’ultimo condono, sino al marzo 2003. Dunque la collinetta vista mare, l’anfiteatro, le vasche per la talassoterapia e la serra sono a posto, perché si pagato il prezzo della loro messa a norma. Nessun luogo a procedere, perciò per la Idra immobiliare, la società che gestisce le proprietà del premier. Il processo per abusivismo edilizio e violazioni ambientali – con ben tredici capi di imputazione – era cominciato davanti al giudice del Tribunale di Olbia, Vincenzo Cristiano, il 6 maggio scorso. L’avvocato di Berlusconi, nonché parlamentare Pdl, Niccolò Ghedini aveva consegnato al giudice i documenti relativi a tutti gli interventi eseguiti nel parco, comprese le copie delle sanatorie, dei condoni e delle concessioni. Il giudice ha ora stabilito il non luogo a procedere sia per le violazioni in materia ambientale, in quanto c’erano i nullaosta paesaggistici, sia per i lavori realizzati, per i quali erano stati pagati i condoni edilizi.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77142